5 itinerari imperdibili in Costa Azzurra

Scopriamo insieme 5 imperdibili itinerari da percorrere a piedi nei paesaggi spettacolari della Costa Azzurra in Francia.

Oggi vi riportiamo un bell’articolo apparso sul sito Ecobnb Viaggi Verdi in cui Silvia Ombellini intervista i nostri due amici Annalisa Porporato e Franco Voglino di Madotao.it

Come non citare Renoir, Picasso, o Matisse e Le Corbusier… questo angolo di Francia è stato amato e frequentato dai migliori artisti e hanno contribuito ad aumentarne la fama fino a diventare una delle mete migliori di tutta Europa.

Ciò nonostante ci sono ancora panorami nascosti e incontaminati, da lasciarci il fiato. Per non parlare dei piccoli paesi e borghi autentici tutti da scoprire.

“Itinerari imperdibili in Costa Azzurra” è un bel libro scritto da Annalisa e Franco, Edizioni del Capricorno, che vi aiuta nella Libro smallscoperta di questa parte così suggestiva della Francia.

Nel libro sono raccontati 5 itinerari, dal confine italiano fino a Tolone, tutti da percorre a piedi.

Non solo le ovvie meraviglie costiere quindi, ma anche i paesaggi dell’entroterra da percorrere in “slow mood” per scoprirli e conoscerne veramente la storia, l’arte e le tradizioni.

Ecco il testo integrale dell’intervista.

Come è nata l’idea del vostro viaggio a piedi dai confini dell’Italia alla Costa Azzurra?

Abbiamo già realizzato numerosi trekking in Francia, un paese che è molto attento alle esigenze dei trekker e dei semplici camminatori.

Bellissime esperienze sono state lo Chemins des Phares in Bretagna da Portsall a Brest al cospetto dei più bei fari francesi di fronte all’Oceano, il Trekking de La Chartreuse nell’Isere che raggiunge la meravigliosa e mistica Grande Chartreuse raccontata nel famoso film “il grande silenzio”, il Trekking dei ghiacciai del Parc de La Vanoise in Savoia con paesaggi grandiosi.

La Costa azzurra è stata per vicinanza geografica una piacevole conseguenza.

Precisiamo che la guida è pensata per un turismo “attivo”, ma si presta molto bene anche per chi non ha il tempo o la possibilità di visitare questi luoghi raggiungendoli a piedi.

La Costa Azzurra è una delle destinazioni più famose al mondo: è ancora possibile scoprire luoghi intatti e autentici dove il turismo globale non è arrivato?

Sì certamente, basta staccarsi dalla costa per scoprire un territorio davvero affascinante.

In questo territorio il mare non è l’unico protagonista e si può ripiegare con uguale soddisfazione nella visita ad un caratteristico paesino dell’entroterra tra panorami e colori, tra atelier d’arte e musei del profumo, scegliendo tra abbazie silenziose in freschi boschi o la mondanità chiassosa e frenetica di una città costiera alla “moda”.

L’entroterra della Costa Azzurra è meno frequentato dai turisti, ma anche più incontaminato: meravigliosi paesaggi, profumi e vigneti circondano le piccole cittadine medievali arroccate sulle colline, la chiese nascoste, ulivi e colorati alberi di mimosa che incorniciano il tutto in un dipinto impressionista.

Quali mete meno note (sconosciute ai più) e meno turistiche della Costa Azzurra consigliereste ai nostri lettori?

Proseguendo lungo essa il dipartimento del Var si dilunga dal Golfo di Saint-Tropez a oltre il Golfo di Tolone con un territorio che, lavanda a parte, ricorda molto la Provenza classica, ma più verde e boscosa tanto da esser chiamata, per l’appunto Provence Verte.

Un grande classico per gli amanti della natura e dei colori è il Massif de l’Esterel con una costa dal colore rosso e dalle incredibili geometrie delle formazioni rocciose . Ovunque ci si sentirà attratti da una natura rigogliosa e ricca di sfumature in una luce sfavillante.

Quali sono gli “Itinerari imperdibili in Costa Azzurra” presentati nel vostro libro?

Si parte dalla costa est da Menton a Nizza, la prima parte della Costa Azzurra è quella che più batte vicina al cuore italiano complice il fatto che, fino a 1860, tutto il territorio faceva parte dei territori di Casa Savoia.

Poi si prosegue con la costa ovest , oltre Nizza mantenendosi lungo il litorale della Côte Azur, passando per località note e centri abitati arroccati sulle colline come Haut-de-Cagnes o distesi lungo le spiagge come Mandelieu-La Napoule, da capi verdeggianti in cui si celano ville sontuose come Antibes, per poi deviare dal tracciato salendo sul traghetto e raggiungere isole permeate di storia, arte e natura come le Lérins.

Poi si punta verso la Cote d’Azur interna le colline si fanno più elevate e ravvicinate, il paesaggio cambia e dopo Grasse si entra in un mondo di strette gole e altipiani sassosi per poi immergersi in boschi e paesini arroccati in cima alle colline da cui il mare non è mai così lontano e fa capolino in lontananza, circondati da uliveti.

Si va alla scoperta di borghi caratteristici dal grande fascino e dalla vena artistica data dalla presenza di numerose gallerie d’arte di fama internazionale , spesso sedi di atelier di artisti di talento.

Poi si prosegue nel dipartimento del Var che si dilunga dal Golfo di Saint-Tropez a oltre il Golfo di Tolone ci si trova a percorrere una zona per molti aspetti simile alla precedente. In effetti, con il termine Côte Azur si tende di solito a comprendere solo la porzione che va da Menton a poco oltre Cannes ma, in realtà, il nome abbraccia anche la costa fino a Hyères.

Zone di spiagge e promontori di rara bellezza, le località che oggi sono raffinati luoghi di villeggiatura marina videro le azioni dello sbarco Alleato durante l’agosto del 1944. Ora sono il regno dei kitesurfer dei windsurfer e di prestigiose scuole di vela e molti sono i sentieri dove è possibile immergersi in una natura dai mille colori e profumi.

Quale di questi itinerari vi è rimasto nel cuore, e rifareste subito?

Forse la Passeggiata attorno a Cap Ferrat.

Per chi ha tempo immancabile la passeggiata lungo il litorale che porta tutto attorno al capo. Parte dall’Ufficio del Turismo dove si prende la scalinata alle sue spalle per scendere lungo Chemin de Passable e arrivare all’omonima spiaggia, piccola e raccolta ma dall’acqua limpidissima. Quindi si prosegue lungo la costa mantenendo il mare alla propria destra e alternando un primo tratto asfaltato a sentiero e scalinate.

Molto spettacolare è il capo vero e proprio, dominato dal faro, quando si abbandona il “selvaggio” Chemin des Douaniers per il più “domestico” Chemin de la Carrière dove il tracciato è stato scavato direttamente su scogli diversamente impossibili da attraversare, in un paesaggio quasi lunare con il nulla del mare alla vista e dominato dalla mole del faro bianco.

Da questo punto la passeggiata si fa più tranquilla e regolare fino ad arrivare in centro a Saint-Jean-Cap-Ferrat (giro circolare: 6,5 km totali, 2 ore con tranquillità).

Per che tipo di viaggiatori sono adatti gli itinerari proposti? Ci sono anche itinerari adatti famiglie con bambini?

La nostra guida è adatta ai viaggiatori “curiosi” e attivi.

Esistono sicuramente anche tanti itinerari adatti alle famiglie con bimbi. Per esempio Il modo migliore per “respirare” l’aria di Cap d’Ail è percorrere il Sentier du litoral. Lungo 3,5 km, di cui 2 percorribili anche da disabili e con bambini piccolissimi, va da plage Marquet a plage de la Mala.

Se doveste raccontare attraverso 5 scatti fotografici la vostra esperienza quali foto scegliereste?

Dunque: i colori e le sfumature ocra della costa del Massif de L’Esterel, il blu del mare delle isole Hyeres, il caratteristico centro storico antico di Nizza con il mercato dei fiori e delle spezie, la gialla fioritura delle mimose nello splendido borgo di Bormes les Mimosas, gli scenografici murales sul tema del cinema che tappezzano le case del centro di Cannes.

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Qual’è la cosa più strana o curiosa che è successa durante il vostro viaggio?

L’aver scoperto che nell’interno della Cote d’Azur nel territorio del comune di Thorenc si trova la Réserve Biologique des Monts d’Azur , una riserva faunistica in mezzo ad una natura intonsa, isolata dal mondo, che offre la possibilità di scoprire numerosi animali selvatici tra cui il bisonte europeo. Il bisonte più noto è quello nord-americano ma anche in Europa si trova questo possente animale. O meglio: si trovava perché oggi è praticamente estinto in tutta Europa e sopravvive ormai solo più in un areale tra Polonia e Bielorussia. E nelle riserve faunistiche come il Mont d’Azur, per l’appunto.

E pensare che la sua diffusione e importanza era tale che lo si ritrova dipinto all’interno delle grotte preistoriche come Lascaux (in Francia, vecchia da 15.000 a 13.000 anni fa) o Altamira (in Spagna, datate 18.000, 14.000 anni fa). Nella riserva, in un’area di 700 ettari, gli animali vivono allo stato selvatico, con un contatto umano diretto ridotto al minimo necessario per apportare le eventuali cure e vengono offerte due modalità di visita: a piedi o in calesse o, in inverno, con la slitta. A piedi è sicuramente molto suggestivo ma per sicurezza non ci si avvicina molto ai bisonti, mentre la presenza dei cavalli e del loro traino li rende assolutamente indifferenti e ci si può avvicinare anche di molto in piena sicurezza.

La lentezza la modalità di viaggio che proponete attraverso il vostro libro. Qual’è il bello di viaggiare slow?

Ogni cosa è una scoperta che arricchisce e soprattutto ha il tempo di venire assimilata, l’esatto contrario del viaggio organizzato.

Cosa significa per voi viaggiare sostenibile?

Spostarsi il più possibile a piedi ovviamente con buon senso e senza estremismi. In sanscrito la parola passato viene descritta come “quello che abbiamo camminato” e la parola futuro “quello che raggiungeremo con i nostri passi”.

 

Grazie Londra

Questo doveva essere l’argomento del nostro primo articolo. Ne eravamo convinti. Ma quando si parla del cuore, il discorso si fa serio, molto serio. E non sempre è così facile dargli voce.

Già da un po’ queste parole sono li, pronte per la pubblicazione, ma gli innumerevoli “…aspetta, forse dobbiamo cambiare questo pezzo…” e “… non scrivi in altro modo, sembra troppo così…” – ecc… hanno un po’ rallentato il tutto.

Proprio ieri abbiamo conosciuto un ragazzo di 20 anni pronto per la partenza per Londra insieme a un amico. Il loro obiettivo è quello di cercare lavoro e trascorrere li del tempo assaporando il gusto della vera indipendenza. Passano i minuti e ci accorgiamo che stiamo dando consigli e dritte, e al di la delle parole che stiamo scambiando, era come dar voce a una parte molto profonda dei nostri ricordi, una zona custodita con molta cura.

Non possiamo aspettare oltre.

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Before I Die

Abbiamo sempre pensato che il “Before i Die Wall” di Londra fosse la sintesi perfetta del motivo per cui amiamo questa città.

Persone di ogni lingua, religione e colore, tanti popoli, che scrivono ciò che vogliono su un semplice muro condiviso.

E il caos, come per magia, diventa perfetta armonia, come un’opera d’arte in continuo cambiamento ed evoluzione.

Ci siamo conosciuti 11 anni fa, e a causa di Londra ci siamo divisi. E poi riuniti.

Proprio li, tra le sue braccia. Un viaggio di lavoro ha separato momentaneamente le nostre strade, e un periodo di vacanza le ha indissolubilmente riunite.

A Londra abbiamo vissuto 10 giorni veri, da cima a fondo, dall’inizio alla fine. Di sera, in una camera a pochi metri dalla fermata di Elephant and Castle, affittata per poche sterline ma sistemata con tanta cura e passione, rivivevamo la giornata appena trascorsa e programmavamo il giorno dopo. Da li, a piedi, noi adolescenti con due inseparabili Oyster Card, quasi fosse il distintivo del vero globetrotter consumato,  dopo una sacrosanta colazione in un café vicino a Browning Street, raggiungevamo la tube  con direzione chissadove.

Dai palazzi istituzionali, al Tower Bridge, a Camden Town… ogni luogo era bellissimo, per noi era il nuovo, rappresentava un inizio, una vita insieme che aspettava solo di essere vissuta. Ci ha permesso di viverla come veri londinesi, con gli stessi ritmi, e per questo di Londra ci siamo innamorati.

Di questa città ammiriamo tutto, la multietnicità, l’intraprendenza, l’eccentricità. Adoriamo i muffin dei Caffè Nero e dei Costa, il fish and chips nei locali sperduti, le birre nei pub, quelli veri. A Londra ricerchiamo la musica e l’arte di strada nei mercatini, nelle square e nei tunnel pedonali della metro. Viviamo Londra sotto la pioggia o con il sole battente, fa lo stesso. Ci sediamo nei suoi parchi e ci riposiamo ascoltando il contrasto tra i rumori della city e la quiete di questi spazi vergini di auto.

Dopo quel nostro viaggio, a Londra ci siamo già tornati spesso, l’abbiamo sempre vista cambiare, sempre più affascinante, sempre viva.

Fino a quest’anno, il 2018.

Volo Easyjet da Venezia per due giorni veloci nel regno Unito. Atterriamo a Gatwick. Trasferimento by train fino a Victoria Station. Sgambata a piedi fino al nostro alloggio rimediato in zona Waterloo (… si lo sappiamo, è un bel po’ di strada, ma vuoi mettere un passaggio notturno di fronte al Big Ben, all’House of Parliament e sotto alla London Eye?)

Ma oggi è il 22 Marzo 2018, e 365 giorni fa esatti un pazzo terrorista seminò il panico sul Westminster Bridge causando morti e feriti tra passanti innocenti. Senza volerlo, senza ricordare, siamo arrivati a Londra proprio nel giorno del ricordo. Migliaia di semplici esseri umani riuniti li, tutti insieme senza distinzione alcuna, per dare al mondo il proprio messaggio di pace.

Passiamo una notte veloce, poche ore di sonno per non limitare le ore in giro per la città. Sveglia all’alba, in fondo quest’anno giriamo Londra con la nostra piccolina arrivata da poco, dobbiamo farle vedere più cose possibili, le cose migliori secondo mamma e papà.

La giornata è frizzante e sarà sicuramente lunga e intensa, quindi facciamo una colazione in un Caffè Nero con muffin e cappuccino caldo take away, e poi via a passeggiare, a perderci tra i quartieri per fare delle belle foto, che per qualcuno sono sempre quelle, sempre le stesse, ma in verità per noi sono sempre diverse.

Notiamo subito i cambiamenti di Londra. Oltre l’estasi di esserci tornati ancora, vediamo una città con meno turisti, con più cautele, più sicurezza, più paura. I luoghi che prima erano per noi il simbolo di questa città, aperti a tutti e molto affollati, sembra siano diventati obiettivi sensibili e quindi protetti: troviamo transenne dove prima non c’erano, scattiamo foto a strade deserte in prossimità del Cambio della Guardia laddove due anni fa bisognava cogliere l’attimo per evitare che una persona perfettamente sconosciuta ti passasse, come fosse uno scherzo, davanti alla fotocamera.

Londra ha forse paura?

Westminster Bridge per noi era il cuore di Londra, un lungo ponte sul Tamigi aperto a tutti, senza ostacoli, un posto dove scattare foto e restare alcuni minuti senza fiato davanti alla maestosità del Big Ben.

Ora invece delle barriere fisse separano il marciapiede dalla carreggiata…

 

Certamente increduli, ma non demoralizzati, trascorriamo due giornate bellissime con la nostra piccolina. Ritorniamo al nostro amato Tower Bridge, in Hyde Park, a Soho, a Camden. Dopo aver cercato qualche disco sconosciuto e aver visto qualche bella chitarra famosa, decidiamo di passare per Elephant per un breve saluto, così come ad Abbey Road e Portobello, qui ci sono veramente tanti ricordi (ve ne parleremo sicuramente in uno dei prossimi post).

Il tempo scorre veloce. Ci appoggiamo a un muro qualsiasi per ascoltare la musica di uno dei tanti artisti underground, e quasi fosse una ninna nanna la nostra piccola si rilassa e si addormenta. Che città magica, riesce sempre a portarci sulla strada delle belle emozioni.

Per noi Londra è lo specchio del presente.

E oggi Lei è così, che ti piaccia oppure no. Se di questi giorni vuoi ricordare le cose positive, allora a Londra le ritrovi e passi dei giorni indimenticabili. Se i tuoi ricordi si concentreranno su ciò che non è bello, allora troverai a Londra anche questo.

E’ una città così, mutevole. Non puoi andarci, amarla, e poi volerci tornare sperando di ritrovarla come la volta precedente. Questo suo cambiare è la sua stessa essenza, il suo DNA, Londra è il viaggio in quanto tale. In essa cambiano velocemente le sue persone, e da ciò cambia Lei stessa.

Al di là di Brexit o attentati, oltre gli argomenti di cui parlano sempre i mass-media, bisognerebbe andare a Londra solo per vedere come cambia, come evolve, senza cercare di fermarla perché tanto non ci riuscirai,  e perché nel tuo prossimo viaggio sarà diversa, ancora.

E fidati che sarà sempre una figata.

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In futuro sicuramente vi daremo i nostri consigli per vivere al meglio questa città, ma oggi no, oggi volevamo solo dedicare a Londra un po’ del nostro tempo, quasi per formalizzare la nostra riconoscenza, giusto qualche riga tutta per Lei scritta a cuore aperto, senza filtri. A che serve in fondo un diario se non a dar voce ai propri pensieri? Proprio come quelli dei ragazzi degli anni ’90, scritti su carta e chiusi con un piccolo lucchetto, contenenti non solo parole, ma emozioni.

 

 

 

Skopelos: Musica e Poesia.

Organizzare una vacanza di mare cheap senza rinunciare al mare cristallino, si sa, non sempre è una cosa agevole. Ma dopo un po’ di ricerche sul web Skopelos aveva lasciato il suo segno indelebile nelle nostre menti. L’isola di Mamma Mia ci chiamava, troppo il tempo d’attesa, ora toccava a Lei.

Detto fatto, iniziamo a sfruttare le opportunità offerte dalla rete: volo o traghetto? Tenda o studios? Auto o scooter? Tanti dubbi, ma sognare a occhi aperti come sempre ci permette di consumare ore di preparativi per raggiungere la nostra meta spendendo il meno possibile.

Il periodo scelto si pone in coda alla stagione estiva, a Settembre molte isole greche si spopolano e le offerte fioccano.

Ecco scelto il nostro volo. Blu Panorama, volo in partenza all’alba da Bergamo diretto a Skiathos. Scegliamo di passare una notte in un hotel nelle vicinanze e con una breve telefonata lo staff della struttura, molto gentilmente, ci accorda anche un passaggio free per Orio al Serio e la possibilità di lasciare lí la nostra auto.

Il tempo a bordo scorre veloce, guardiamo sul PC immagini di Skopelos salvate nei giorni precedenti e, perdendoci in chiacchiere e idee, la voce dello staff ci avvisa del prossimo atterraggio.

Sapete com’è l’aeroporto di Skiathos? Per darvi un’idea guardate questo video di Youtube…

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In poche parole a ridosso del mare, dopo aver sorvolato una strada sottostante percorribile liberamente da chiunque, un aereo tocca la pista di atterraggio (che poi è la stessa del decollo…), arriva in fondo, e con una bella inversione a U si ferma a fianco del terminal dell’edificio. Si scende dall’aereo, dopo pochi metri si entra in aeroporto, e in altrettanto poco tempo ri-usciamo in strada. Una figata!

Il sole già alle prime ore del mattino si fa sentire, il cielo è limpido e si specchia in un mare cristallino, nessuna nuvola si fa vedere… Ciao Grecia!

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Con una breve passeggiata raggiungiamo il porto di Skiathos, attendiamo il nostro traghetto prenotato su Direct Ferries sorseggiando una limonata in un bar lì vicino, ci imbarchiamo e puntiamo dritti verso la nostra meta.

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“Skopelos ci accoglie così”

Suoni, aromi, immagini, tutto è esattamente come immaginato. Un vero accordo, anzi, una imponente sinfonia così ben descritta da PUCCY – Ornella Baciocchi sul bellissimo blog Mal di Grecia (www.maldigrecia.it) che tante volte abbiamo incrociato durante le fasi di preparazione.

Con i nostri due zaini da viaggio ci addentriamo per la prima volta per le vie del paese, circondati da piccole case bianche, taverne e botteghe tipiche, agenzie di noleggio auto e scooter, studios… vita vera, scintillante, un ritmo isolano che accompagna ogni passo. Sentiamo l’atmosfera della Grecia che ci entra dentro un poco alla volta, con calma e rispetto, e ci da il benvenuto.

Noncuranti del tempo che scorre, iniziamo a congelare alcuni istanti con la nostra fotocamera e a scrivere i primi appunti sul nostro diario di viaggio. Poche semplici righe ma sincere, dirette, leggere.

Contattiamo al telefono il nostro amico della struttura di Stafilos che in pochi minuti ci raggiunge per accompagnarci nel mini appartamento affittato per poco più di 200 euro. Una bella struttura rinnovata da poco, con un giardino fresco e ben tenuto, fiori ovunque e tanti tanti tanti piccoli gatti.

Trascorriamo piacevolmente un paio d’ore insieme a lui, chiacchierando dell’isola, della Grecia, di vacanze e di Italia. Ci fornisce così preziosi consigli e dritte tipiche di un vero abitante del luogo, che cogliamo al volo per andare così alla ricerca anche di alcune meraviglie dell’isola meno conosciute.

Una macchina presa comodamente a noleggio in paese ci accompagnerà per i prossimi sei giorni come un fido alleato.

Tutto pronto quindi, ed ecco a voi le cose più belle da fare a Skopelos.

  • Spilia Beach: poco nominata, fuori dalle rotte comuni e raggiungibile a piedi da un sentiero polveroso. Una vera gemma nascosta. Raggiungete la chiesa greco ortodossa a nord, zona a est di Glossa, coordinate 39°10’25″N 23°38’53″E. Lasciate li l’auto o lo scooter, addentratevi nella vegetazione nel sentiero che vedete sulla sinistra. Niente paure, non finirete in qualche zona proibita, in pasto ai leoni o braccati da una sconosciuto popolo carnivoro. Il sentiero continuerà per una mezz’ora a piedi, nel frattempo ascoltate il silenzio di quel luogo, inizierete a sentire il canto di Nettuno e la forza di Apollo, rispettateli. Vi regaleranno un angolo di paradiso terrestre.skopelos spilia
  • Aperitivo a Limnonari: una bella baia con acqua calma e trasparente, decisamente tra le più conosciute, ma qui a Settembre, nel tardo pomeriggio, abbiamo sorseggiato una birra fresca e ascoltando un ottimo reggae.
  • Addentratevi nelle vie più nascoste di Skopelos, osservate le abitazioni e i quei dettagli sfuggenti che non tutti notano, i piccoli terrazzini fioriti, gli abiti stesi ad asciugare sopra le vostre teste, i gatti che giocano… tutto sembra andare a passo lento, un modo d’essere leggero e sincero nel rispetto degli dei del passato. skopelos dettaglio3Immaginate di essere un poeta d’altri tempi in cerca d’ispirazione, fatevi rapire da questo mood, scattate foto insolite e custodite
    dentro di voi questi istanti. Poi fiondatevi da Skopelitikes Tiropites Mixalis (https://www.facebook.com/SkopelitikesTyropitesMichales) e abbandonatevi al cospetto della migliore tiropita skopelita seduti su un piccolo sgabello, osservando la gente passare lungo la via.
  • Un panino, alcuni snack, una birra: nient’altro serve a Hovolo Beach. Sedetevi, osservate il mare, tuffatevi in quest’acqua limpida, rigeneratevi e attendete li il tramonto. Speechless.
  • Un ciaone a Kastani beach per cantare a squarciagola il pezzo più famoso degli Abba (certo, bella spiaggia, ma ormai troppo frequentata per i nostri gusti), poi raggiungiamo Milia beach per un bagno rigenerante e qualche bella foto. Alla sera riguardatele, poi chiedetevi: “ma veramente il mare era di quel colore?”skopelos milia
  • A scelta potete vedere Panormos, Andrines, Elios – Neo Klima, Armenopetra, Stafilos, Agios Ioannis, ecc.. Tutte spiagge di cui troverete cenno e dettagli su innumerevoli guide on-line. Tutti luoghi molto belli, da vedere sicuramente, ma nessuno vi dirà di salire sulla vostra auto, abbassare i finestrini, e partire verso nessuna meta. Vagate su strade sconosciute (certo, alcune senza uscita ma chissene…) senza il bisogno di raggiungere un posto in particolare, e lasciate che ogni più piccola insensata sensazione entri in voi e scriva nella vostra mente un indelebile ricordo. La Grecia è tutto ciò.

Accompagnate il vostro viaggio alla scoperta di Skopelos con un libro da leggere, della buona musica da ascoltare, e una fidata fotocamera. Disconnettetevi dal mondo per tutta la durata della vostra permanenza sull’isola. Come è successo a noi, l’imbarcarsi sul traghetto per il ritorno a Skiathos vi farà scendere una lacrima dai vostri occhi rigenerati. Ma non sarà una lacrima di tristezza, ma di gratitudine per aver avuto il privilegio di essere stati ospiti di questa terra sincera.